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Le Chiese PDF Stampa E-mail
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SS Salvatore_interno

Chiesa del Santissimo Salvatore

La chiesa è a tre navate, separate da una doppia fila di vecchie colonne di granito grigio. Di origine altomedievale, fu diroccata e rasa al suolo da varie scosse telluriche; nel 1650 Giovan Battista Roscio la riedificò e la ornò ottenendone, quindi, il diritto di patronato. Sulla porta maggiore, a ricordo di tale munificenza, fu incastrata una lapide, che in seguito è andata dispersa. A questa parrocchia, nel 1661, venne annessa l'altra di San Pietro a Caballo oggi scomparsa. Il terremoto del 5 giugno del 1688 la distrusse completamente, ma venne riedificata e consacrata dal cardinale Orsini (futuro papa Benedetto XIII) il 18 aprile 1696.

SS Salvatore_esternoPresso il muro del giardino della casa parrocchiale, si può osservare una piccola lapide su cui è inciso:
OLIM
TEMPLUM S. QUIRICI
NUNC
SIGNUM SIMPLICIS BENEFICII
1760.

Quindi, a giudicare da questa iscrizione, nei pressi doveva sorgere un'altra chiesa dedicata a San Quirico.




Chiesa di Santa Sofia

santa sofiaCandidata a far parte del patrimonio mondiale dell'Unesco, la Chiesa di Santa Sofia fu completata da Arechi II nell'anno 762 e rappresenta una delle più importanti testimonianze architet-toniche della Longobardia Minor. La Chiesa fu annessa ad un'abbazia che, in seguito a donazioni e lasciti, divenne una delle più potenti dell'Italia meridionale.Oltre che per la sua importante chiesa, ebbe particolare importanza anche il suo “scriptorium” dove si usò la “scrittura beneventana” divenuta famosa nel mondo.

 La chiesa di Santa Sofia si presenta come un edificio di straordinario interesse architettonico. Pur essendo di piccole dimensioni, ha una architettura molto particolare e del tutto nuova per l'epoca. La chiesa ha una pianta che al centro è a forma di esagono ai cui vertici ci sono 6 colonne provenienti, probabilmente, dal Tempio di Iside. L'esagono interno è circondato da un anello decagonale con otto pilastri di pietra calcarea bianca e due colonne ai fianchi dell'entrata. Il muro perimetrale ha per alcuni tratti forma circolare mentre per altri è a forma di stella, a testimonianza dell'eccezionale abilità impiegata nella costruzione. Anche le volte assumono varie forme : quadrangolari, romboidali, triangolari. Nella chiesa vi sono numerosi resti degli affreschi delle absidi, e di varie altre zone. Santa Sofia fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 5 giugno 1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell'allora cardinale Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie furono riportate alla luce nel restauro del 1951.